Sigmund Freud


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Giancarlo

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Giancarlo Farulli

Sono nato a Roma il 6 maggio1956. A 9 anni mi ricordo che chiedevo ad alcuni miei amici un po' più grandi di me (avevano 14/15 anni) di poter assistere alle loro prove musicali che chiaramente si svolgevano nelle più disparate cantine del quartiere, promettendo solennemente di non disturbare. E così fu. Cominciai così a rompere le scatole a mio padre: "Papà per favore mi compri una chitarra elettrica, vorrei studiare musica". Allora i soldi erano davvero pochi ed una chitarra elettrica era davvero una spesa notevole. Nonostante questo mio padre mi disse: "Se sarai promosso in quinta ti prometto che ti regalerò una bella chitarra".Mi ricordo perfettamente quel giorno, era il 1966. Una mattina mio padre mi disse: "Vestiti e vieni con me". Salimmo in macchina e dopo un po' mi ritrovai a Piazza di Spagna presso l'allora famosissimo negozio di strumenti musicali "Bagnini" (Facevano rate di 1000 lire al mese !!!). Così quando tornammo a casa mi ritrovai ad ammirare la mia "Ariston" a 4 magneti (che ancora posseggo) con relativo fodero e amplificatore sempre "Ariston" 6 Watt a valvole !!! Il tutto per 120.000 Lire che il mio povero papà pagò con una infinità di "comode rate". Non stavo più nella pelle, mi sentivo letteralmente un UFO !!! Comincia così questo mio lungo viaggio nella musica. Iniziai così il mio percorso con vari gruppi che allora spuntavano come funghi nelle cantine di tutta l'Italia. Le Ombre, I Fokker D7, La Parentesi, Nuova Dimensione … solo per citarne alcuni tra i primissimi. Passavano gli anni e dal Beat arrivò la musica degli anni '70 (Hard rock, Progressive, Dark Sound, etc:). Quella musica secondo me non ha più avuto eguali (parlo dei Genesis, Gentle Giant, Yes, Black Sabbath, Deep Purple, Emerson Lake & Palmer e così via). E così un bel giorno sentivo dentro me (intorno ai 16 anni) che c'era un altro strumento che mi dava delle emozioni se non superiori, altrettanto forti, come la chitarra: la batteria. E' del tutto inutile che vi stia qui a descrivere la mia prima batteria: un cesso. Ma per me è stata importantissima. Quindi vari tentativi di "sfondare" con provini, audizioni, concerti, registrazioni etc. Finchè un bel giorno il mio amico Aldo Zambelli mi propose di entrare a far parte di un suo gruppo in via di nascita, a Montecompatri. Li conobbi i futuri Sigmund Freud: Claudio Ciuffa, Sergio Stellani ai quali feci aggiungere un altro mio amico e compagno di varie esperienze musicali, Raffaele Albanesi detto Lillo. L'esperienza fu travolgente, ero davvero euforico e pieno di fiducia per il nostro futuro: eravamo davvero uno dei gruppi più importanti del panorama musicale di Roma ed Interland. Ma le cose non andarono per il meglio, purtroppo nel frattempo arrivarono i vari servizi di leva, e soprattutto arrivarono le donne. Vi ricordate Yoko Ono ??? Fini così un epoca. Per quel che mi riguarda continuai il mio percorso musicale come chitarrista in varie situazioni a livello professionale: Feste di piazza, con diversi gruppi più o meno importanti e poi Piano Bar fino a circa 6 o 7 anni fa in duo con il grandissimo Paolo Senni che ci ha lasciato un anno fa. Poi arrivò Facebook e così ripresi contatto con i miei quattro compagni di viaggio che a parte Claudio, ebbi occasione di incontrare diverse volte da "Ricordi", non rivedevo e non sentivo da 34 anni !!! Una bella rimpatriata davanti ad una pizza e adesso eccoci qua, entusiasti come dei bambini, nel risuonare quella musica che ci emozionava tanto. Una delle emozioni più forti è stata quella di suonare davanti a mio figlio Alessandro che ha 23 anni e che è davvero un bravo batterista (qualcosa gli avrò pure trasmesso !!) e che aveva sentito quelle musiche solo su vecchi nastri a cassetta. Grazie a Aldo, Claudio, Raffaele e Sergio (rigorosamente in ordine alfabetico !) perché sono davvero delle splendide persone oltre che bravi musicisti, con i quali spero di continuare a lungo questa nostra rinnovata esperienza musicale. Ed infine grazie a mio padre per quel piccolo grande sacrificio che diede inizio a tutto.


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